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Con la tecnica del carciofo, dopo Piazza Europa, dopo l’edificio scolastico di via De Nicola, poco per volta, pezzo per pezzo, Catania continua a venire sottratta ai suoi abitanti. Ora è toccato al Centro Experia. Quello che in termini di servizio pubblico era stato costruito dai cittadini per i cittadini in 17 anni, è stato espropriato in poche ore. Ancora una volta è stato dimostrato che è più (rozzamente) facile distruggere che costruire. Certo, si potrà obiettare che l’edificio, proprietà della Provincia, era stato occupato (17 anni fa!) abusivamente. Ma oltre alle proprietà materiali esistono anche quelle immateriali, e anche queste hanno un valore che - volendo - si potrebbe provare  quantizzare. Qual’è il valore di 17 anni di doposcuola per i bambini del quartiere? Quale è il valore dei tanti corsi e delle tante attività che sono serviti a tenerli lontani dalla strada e dalla droga? Quanto avrebbero dovuto spendere il Comune e la Provincia in 17 anni se avessero sentito il dovere di offrire queste cose alla cittadinanza ? OK, domanda oziosa, perché non l’hanno sentito, ma è comunque un valore quantificabile. E allora, possiamo trattare da abusivi i cittadini che di fronte a una necessità hanno provveduto come hanno potuto, e hanno anche provveduto bene ? E, stabilito che i servizi offerti avevano un valore (e probabilmente superiore a quello dell’edificio stesso), era davvero il caso di buttarlo via in questo modo ?

È in funzione al centro di quartiere GAPA in via Cordai il laboratorio informatico allestito a cura del Gnu/Linux User Group di Catania. Il laboratorio comprende 6 computer che erano stati dismessi perché ritenuti obsoleti dai precedenti proprietari e riportati alla piena efficienza tramite piccoli interventi di manutenzione e installazione di Ubuntu. Il laboratorio è utilizzato dal GAPA, con l’assistenza del GLUG Catania,  per corsi gratuiti di informatica di base e office applications.

Si chiama Linux Joint day e si terra’ Sabato 28 e Domenica 29 a Villarosa in provincia di Enna, il quinto meeting ufficiale dei pinguini siciliani in una “due giorni” caratterizzata da incontri, dibattiti e seminari sull’utilizzo delle tecnologie libere, sul free software e sull’indipendenza della Rete.

Oltre ai Linux User Group dell’isola, aderiranno all’evento in uno spirito di condivisione e apprendimento collettivo anche altre associazioni, movimenti e controculture digitali made in sicily, l’associazione VerdeBinario di Cosenza, nonche’ i principali hacklab della regione.

La partecipazione, in pieno spirito “free”, rimane comunque aperta ad appassionati o curiosi non appartenenti a nessun gruppo, ma che vogliano comunque conoscere e sperimentare il sistema operativo GNU/Linux e tutte le realta’ ad esso collegate.

Durante l’incontro verranno affrontate e discusse varie tematiche, principalmente sul sistema operativo GNU/Linux.

Per tutte le altre informazioni contattare:
geenna at freaknet.org
me at mancausoft.org
scinziatu at freaknet.org

Venite Numerosi :-)

Il Catania GNU/Linux User Group, unitamente al Poetry Hacklab e al Freaknet Medialab, rende noto che quest’anno non parteciperà al Linux Day coordinato da ILS. La decisione, in realtà già maturata da alcuni anni, deriva dalla differenza di vedute poste al centro dell’organizzazione di una manifestazione che è volta alla divulgazione del Software Libero.

Nulla togliendo ai meriti della visibilità mediatica portata dal Linux Day nel corso di questi anni, ci siamo però trovati in disaccordo con le dinamiche organizzative e comunicative e con i messaggi che tramite questi vengono veicolati ai fruitori del Linux Day da parte di alcune associazioni che vi aderiscono. Prima tra tutte, l’aver posto al centro della manifestazione gli aspetti tecnologici e di “marketing” al fine di ottenere la massima eco.

Noi siamo fermamente convinti che non può essere tecnologica la leva che deve spostare la gente verso il software libero, ma deve essere etica e culturale. Se infatti le tecnologie proprietarie dovessero sorpassare da un punto di vista meramente tecnico quelle libere, la stessa gente che avesse effettuato la transizione verso queste ultime, tornerebbe a scegliere la propria prigione dorata. Invece, se l’accento è posto con estrema chiarezza sugli aspetti etici, culturali e filosofici, si mette in guardia l’uditorio, in maniera non ambigua, sulla possibilità di scegliere consapevolmente tra delle soluzioni proprietarie che, pur apparendo a basso costo (o nullo, grazie alla pirateria informatica) e tecnologicamente valide, costituiscono un argine al progresso della conoscenza e delle soluzioni che garantiscono delle libertà che dovrebbero essere inalienabili alla Persona, anche se il costo di queste Libertà (come in tutti i campi, del resto) potrebbero essere nel breve o medio periodo dei piccoli sacrifici o delle condizioni di lieve disagio rispetto a chi sceglie la “cella dorata” delle soluzioni proprietarie. Da questa scelta di Libertà discendono indiscussi vantaggi tecnologici che vanno evidenziati ma che non vanno confusi col reale e sostanziale fulcro della battaglia per il Software Libero: la restituzione della libertà di evoluzione ai prodotti dell’ingegno, in particolar modo in ambito informatico.


In tal senso, non possiamo accettare che una manifestazione così importante possa essere asservita a logiche di marketing da parte di quanti la organizzano, perché non si può non guardare con sospetto chi, per fare business, da una parte si fa paladino del Software Libero ma dall’altra fa ampio ricorso ai brevetti sui prodotti dell’ingegno, limitando di fatto le possibilità di diffusione dello stesso Software Libero. Né accettiamo che gli obiettivi della manifestazione, per come vengono da noi percepiti e proposti al nostro uditorio da anni, possano essere conciliabili con vetrinette espositive per l’imprenditoria più o meno locale, in alcuni casi neanche produttrice di software che ricada sotto la categoria del Software Libero. Se si volesse creare una manifestazione locale o nazionale che risalti i benefici del Software Libero per il business, fornendo un vero pluralismo di informazioni e la possibilità a tutte le realtà del settore di esporsi, sarebbe ben venuta.
Ma che non sia una fiera delle software house o delle ultime tecnologie che tenta di usurpare il nome di una giornata che doveva essere dedicata invece al Software Libero e alla Cultura della Partecipazione.

Maggiori informazioni sulla giornata che si svolgerà a Catania verranno divulgate prossimamente.

Riceviamo e diffondiamo con piacere:


PRESENTANO:

ARCHEOLOGIA POST-INDUSTRIALE

Esposizione interattiva di computer storici funzionanti, software, accessori, documentazione, calcolatrici antiche
Nel corso della manifestazione: Installazioni di GNU/Linux, Dibattiti, Proiezioni, Videogames, e la possibilita’ di usare con le proprie mani computer storici risalenti persino agli anni ’70.
Dal 28 al 31 Agosto 2008
dalle 11:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 22:00,
Palazzolo Acreide (SR), Corso Vittorio Emanuele 4A

Le nostre vite oggi sono condizionate dall’uso di apparecchiature informatiche sempre piu’ piccole, potenti, versatili: telefoni cellulari, palmari, computer portatili diventano indispensabili e necessari, semplificano le comunicazioni, favoriscono le interazioni sociali, stimolano la creativita’ e permettono di scambiare enormi quantita’ di dati ed informazioni. Le reti informatiche oggi costituiscono architetture nelle quali viviamo, spazi pubblici di grande importanza per il nostro sviluppo intellettuale e sociale. Pochi anni fa, tutto cio’ era semplicemente impensabile: le risorse informatiche erano appannaggio di pochi eletti in camice bianco, scienziati che muovevano i loro passi attorno a calcolatori grandi, pesanti, costosissimi ed il cui accesso era solitamente proibito ai comuni mortali. Venivano usati da grosse istituzioni e centri di ricerca. Con l’evoluzione i computer sono diventati un passatempo per appassionati ed amatori, poi strumento di gioco e di svago per bambini e ragazzi, infine oggetti di uso quotidiano accessibili a tutti. Architetture dell’informazione sulle quali viaggiano i nostri pensieri, le nostre sensazioni, le nostre relazioni umane. Ma dove e’ scritta la storia del progresso dell’informatica? Chi furono i veri protagonisti, e come erano fatti i computer di una volta? Ma soprattutto, come funzionavano? Come venivano utilizzati? Quali software ci giravano sopra? Che sistemi operativi utilizzavano? Quali linguaggi di programmazione erano disponibili? Quali sono i paradigmi secondo i quali si sono sviluppati? qual’e’ la storia delle citta’ digitali che oggi i giovani di tutto il mondo popolano, delle piazze virtuali che ospitano le nostre interazioni? Abbiamo voglia di raccontarvi almeno una parte di questa storia affascinante, facendovi vedere gli stessi protagonisti: i computer, i programmi, i sistemi operativi! Ed abbiamo scelto di svolgere questo racconto in una maniera particolare e “viva”: non un freddo museo con opere “morte” ed intoccabili, esposte dietro una vetrina, bensi’ creando un vero museo interattivo che raccogliesse computer storici funzionanti, che possano essere accesi, provati, ed utilizzati dai visitatori, con i loro sistemi operativi originali, i programmi di un tempo, sui supporti, dischi, nastri, schede di allora. Perche’ crediamo che il miglior modo per raccontare una storia sia quello di riviverla, e di farla rivivere a chi non l’ha vissuta, e cosi’ imparare anche dal passato, per riflettere su un futuro che e’ sempre piu’ veloce e che rischia di dimenticare le sue origini. Per questo motivo abbiamo creato il “Museo dell’Informatica Funzionante”, che oggi presenta a voi questa esposizione. Partecipate numerosi!

Freaknet Medialab / Poetry Hacklab / Dyne.org

https://museo.freaknet.org

museo@freaknet.org

Ci siamo! Il piccolo video introduttivo su Trusted Computing e Software Libero prodotto dal GNU/Linux User Group Catania in occasione del LinuxDay 2007 è finalmente disponibile!

Video: Play now!

Licenza: CC-BY-SA

Il video è stato realizzato interamente con software libero.

Potete anche ammirare(?) il Backstage

(grazie alle foto di Ivan!)